Una goccia dal cielo - parte 2- CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE Gruppi Cellule-Oikos p. S.O. - Palermo Arcidiocesi di Palermo

Una goccia dal cielo - parte 2

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SABATO 21 MARZO 2020Nel
 

Carissimi invoco la benedizione di Dio su di voi e su di me per condividere alcune riflessioni.

Il messaggio di oggi è un po’ generico e duro, ma è fondamentale per la meta da raggiungere. Vi prego pertanto di mettere pazienza per ascoltarlo.

San Giovanni Paolo II quando parlava alle folle era solito gridare: “Non abbiate paura, aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”. Il Papa auspicava una nuova evangelizzazione, nuova nel metodo, nella forma e nelle espressioni.

Gesù diceva: “Molte cose ho ancora da dirvi ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”, Gv 16,12. Queste cose Gesù oggi desidera farle conoscere. Gesù non si accontenta dei nostri ritagli di tempo, ora ci chiede di vivere in lui, una vita nuova in lui, incessantemente, non più con lui a periodi ma in lui e sempre. Vuole che il nostro filo diretto con lui non si interrompa mai, neppure per un attimo. Se non ci apriamo a queste cose nuove cammineremo sempre su e giù per il cortile del nostro io, ma non faremo neppure un passo verso Dio, verso Gesù che ci sta aprendo uno scenario nuovo. Potremmo chiederci allora che cosa è questa vita tutta nuova da vivere, perché Gesù brucia tanto da farcene dono? Miei cari accogliere questo dono significa uscire dal nostro io egoistico, egocentrico e malato per entrare nell’io di Dio. Entrare nell’io di Dio? Ma questa è pura follia, umanamente non si può attuare – potrebbe dire qualcuno. Sì, è vero, sarebbe pura follia se tale meta dipendesse dai nostri sforzi. Ma il Vangelo non è ciò che tu devi fare, ma ciò che Dio vuole fare in te. Gesù, protagonista assoluto in questa follia di amore per te dice: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che lo ha mandato, ed io lo resusciterò nell’ultimo giorno”, Gv 6,44.

Riflettiamo: noi pensiamo di conoscere veramente Dio? Vediamo quanto è vero.

Della Bibbia conosciamo di Gesù tanti eventi però solamente dall’esterno. È come se avessimo conosciuto un palazzo reale bellissimo tutto all’esterno e di tutte le cose meravigliose che vi sono all’interno non abbiamo conosciuto nulla perché non siamo mai entrati dentro. Stessa identica cosa è per Gesù.

Chi è mai entrato dentro il Suo cuore per conoscerne le meravigliose ricchezze, i suoi segreti, i suoi sogni, le sue dolcezze, il suo profondo amore?

Noi ad oggi non siamo ancora entrati dentro il cuore di Gesù.

Ma ora noi vogliamo conoscere Dio, la sua natura, la sua volontà, tutto quello che Dio è, tutto quello che Dio opera per la sua creatura. Ora è venuto il tempo – lo dice Gesù – in cui Gesù non può più contenere in sé questo traboccante amore ma vuole farne un dono alla sua amata creatura. E questo dono che ti vuole dare è la sua Divina Volontà come vita da vivere nella tua vita. La D.V. è quella che Gesù chiama nel Vangelo “la volontà del Padre” cioè la realtà di Dio. In noi la volontà è una facoltà dell’anima, volere, decidere…, in Dio la volontà di vivere è quello che Dio è, come in un meccanismo c’è una prima ruota che muove tutte le altre così la volontà è quella che dà vita a tutto. La D.V. in altre parole non è ciò che Dio vuole ma è Dio stesso.

Come si vive nella Divina Volontà? Metti il desiderio forte di conoscerla, di innamorartene per farla tutta tua, per possederla, per poterla vivere in te.

Nel catechismo di San Pio X leggiamo “Perché Dio ha creato l’uomo?”.

E la risposta è questa: “Per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita per poi goderlo sempre in Paradiso”.

1° - Conoscere Dio: noi attraverso la Scrittura conosciamo Dio solamente un pochino e solo all’esterno, cioè una conoscenza mentale, dottrinale ma non esperienziale. Ma l’intimo di Dio, l’essenza di Lui nessuno l’ha mai conosciuta – nella misura ovviamente in cui si può conoscere.

Oggi Gesù prendendoti per mano desidera portarti dentro il suo cuore infinito e vuole parlarti, insegnarti chi è veramente Lui e chi sei tu, qual è il suo desiderio, il suo sogno per te e vuole indicarti una strada da percorrere. Che te ne pare?

2° - Dio ha creato l’uomo per amarlo: come possiamo amare il Signore se il nostro amore è egoismo, protagonismo, è impastato con una volontà umana e carnale. Cosa ha detto San Paolo? “Faccio il male che non voglio fare e non faccio il bene che vorrei fare”, Rm 7,19.

Quindi l’amore con cui dobbiamo amare Dio è un altro, lo scopriremo in avanti.

3° - Dio ha creato l’uomo anche per servirlo. Come lo serviamo in atto? Con attitudini caratteriali carnali. E questo non funziona se vogliamo avere una vita piena di benedizioni e se vogliamo condurre anime a lui.

Quindi Dio ha creato l’uomo per conoscerlo, amarlo e servirlo ed infine per goderlo per sempre in Paradiso.

Ed ora finché siamo ancora sulla terra non possiamo goderlo? Certamente sì. Gesù ci ha promesso: “Io sono venuto perché tu abbia la vita e l’abbia in abbondanza”, Gv 10,10.

Ma come realizzare ciò nella nostra vita?

“All’origine Dio ha creato l’uomo a sua immagine dotandolo di memoria, intelletto e volontà libera per stabilire – attenzione – una relazione con Dio”. Perché il cristianesimo è relazione. “Ogni giorno con la brezza della sera Dio scendeva nel giardino dell’Eden per passeggiare con le sue creature”, Gn 3,8.

Ma il suo amore straripò ed oltre alla sua immagine volle donarci anche la sua somiglianza.

In che modo? Donandoci la sua Divina Volontà come vita propria. Questo è il disegno originario e primordiale di Dio. Ma sapete la storia. L’uomo non volle ubbidire ma volle fare la propria volontà. Dio visto il rifiuto dell’uomo ritirò in sé il dono della sua volontà, ma senza distruggerlo, preservandolo per i tempi futuri. Passarono secoli e secoli finché dopo tante preghiere arrivò il tempo della redenzione, l’opera della Croce. E con la redenzione viene ridonata all’uomo l’IMMAGINE cioè la volontà di attivare liberamente una relazione con Dio. Ma Dio è ostinato nel suo disegno di amore per l’uomo e dopo duemila anni Dio oggi è interessato fortemente a rivelare all’uomo quella somiglianza oscurata dal peccato di Adamo. La somiglianza nella Divina Volontà come vita da vivere.

Ma come vuole ridonare la somiglianza all’uomo? Siamo tutti interessati a saperlo.

Gesù dice a te oggi: se tu disponi e decidi liberamente e fermamente di farmi dono della tua volontà umana libera che ti ho dato nel crearti causa di ogni tuo male io ti ridò quella Divina Volontà che aveva avuto Adamo all’inizio della creazione, quella stessa volontà divina che sola ti può riportare a vivere oggi come un vero figlio di Dio, innocente, com’era Adamo alle origini del Regno.

Vuoi dare la tua volontà umana a Gesù e vivere nella sua volontà divina? Sta a te decidere. Ecco, l’uomo se vuole può ritornare come è uscito dalle mani creatrici, bello, santo, divinizzato, a sua perfetta immagine e somiglianza. Quando l’uomo si sottrae alla D.V. è come un fiore che si strappa da una pianta, appassisce, scolorisce, si trasforma in brutto e giunge a dare cattivo odore. Questo fiore strappato oggi Dio vuole fare sbocciare o trapiantarlo di nuovo nella sua D.V.

Chiunque vuole vivere nella D.V. sarà il seme che si offre a Gesù e la sua D.V. farà tutto il resto. Amen