L'inferno - parte 6- CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE Gruppi Cellule-Oikos p. S.O. - Palermo Arcidiocesi di Palermo

L'inferno - parte 6

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LUNEDÌ 10 mAggIo 2020

Nel libro “Aldilà - la Vita oltre la Morte” di padre Livio Fanzaga, Andrea Tornielli, vaticanista del quotidiano “Il Giornale” dice:

“Forse bisognerebbe tornare a parlare di più, anche dal pulpito, di questa possibilità della dannazione eterna.

Non per fare terrorismo psicologico. Si imputa alla Chiesa di aver parlato troppo spesso della dannazione in maniera cupa, creando paura e ansietà nei fedeli. E questo può essere vero.

Però è anche vero che oggi si è caduti nell’estremo opposto. Questi temi sono oggi purtroppo scomparsi dalla predicazione.

Io ascolto ogni domenica omelie interamente dedicate a temi sociali, al comportamento che i cristiani devono tenere, senza mai un riferimento che sia uno alle realtà ultime.

Senza mai un riferimento che sia uno alla possibilità della dannazione eterna.

Una realtà alla quale forse anche molti preti non credono più”.

Padre Livio commenta questa considerazione, con queste parole.

“Si, capisco e condivido la tua obiezione. Io però, ribadendo le parole fin qui dette, affermo ciò che innanzi tutto interessa alla mia anima. A Radio Maria, in genere, dico quello che faccio, cioè ciò che serve prima di tutto a me personalmente, alla mia anima.

Prima di andare a letto, la sera, io faccio l’atto di dolore perfetto: ogni sera, prima di andare a letto, mi inginocchio davanti al Crocifisso e faccio l’atto di dolore perfetto.

Come si fa l’atto di dolore perfetto?

Dico l’atto di dolore, che è quello che ci insegna il Catechismo (“O mio Dio, mi pento, mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati...” oppure la preghiera “Oh Gesù d’amore acceso, non t’avessi mai offeso...”).

Cerco di dirli col cuore, chiedendo al Signore la grazia di farmeli dire col cuore.

Noi sappiamo che grazie all’atto di dolore perfetto, se tu muori dopo averlo pronunciato, vai in Paradiso senza passare dal Purgatorio.

Così ci insegna san Tommaso D’Aquino perché l’atto di dolore perfetto ha i medesimi effetti del Battesimo, cioè cancella i peccati mortali.

Questo lo dice anche il nuovo Catechismo, nel quale si legge che l’atto di dolore perfetto, naturalmente recitato in vista della successiva confessione, cancella i peccati mortali.

Mentre quello imperfetto non cancella i peccati mortali, ma necessita dell’assoluzione del sacerdote.

L’atto di dolore perfetto ti cancella i peccati e anche le pene connesse al peccato, per cui se è un atto di carità perfetta, nel caso tu muoia, subito dopo, vai in Paradiso.

Permettimi quindi di dire: a che serve star li a discutere su quanti vadano all’inferno e quanti non vadano all’inferno?

Non lo sapremo mai.

Se uno alla sera, prima di andare a letto, si mette davanti al Crocifisso, si inginocchia e dice: “O Gesù d’amore acceso...” o l’atto di dolore. e prega con il cuore, chiedendo la grazia di poter fare un atto di dolore perfetto, nel caso poi muoia, non solo non va all’inferno, ma va in Paradiso senza passare dal Purgatorio.

Perché la Madonna, la Regina della Pace, lo ha detto chiaramente: “Se noi sapessimo che cos’è il Purgatorio, faremmo di tutto per evitarlo”.

Quindi il problema non è soltanto quello di non andare all’inferno, ma è anche quello di evitare il Purgatorio.

Noi dobbiamo abituare i cristiani a fare l’atto di dolore perfetto, che poi ti porta al cuore del cristianesimo, perché il cristianesimo è l’amore di Dio.

“Ti amo sopra ogni cosa”, Gesù al primo posto, capito?

Gesù nostro amore: è quello che conta!

Allora, se uno ha questo atteggiamento, se la catechesi e la predicazione - come è sempre stato fatto in 2 mila anni dalla Chiesa - fosse centrata questa educazione del cuore, davanti al crocifisso, si salverebbero molte e molte più anime.”.

La Bibbia dice:

Gv 3,36: “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui”.

Chi crede ha la vita eterna e il suo nome è scritto, alle porte del Cielo, nel Libro della Vita.

Ap 20,15: “E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco”.

Dio ha fatto la sua parte - attraverso l’opera della Croce - perché tutti gli uomini si possano salvare.

Dio ha fatto la sua parte, ma non dispensa l’uomo dal fare la sua.

Dio non può salvare l’uomo contro la sua volontà e non può forzarlo a entrare in Paradiso.

L’uomo è libero di scegliere...

Purtroppo oggi il peccato oggi è normalizzato ed esaltato, come ad esempio l’adulterio, la fornicazione, la pornografia online…

È allora una nostra responsabilità dire alle persone: “Ma dove andate? Non sapete che state correndo verso la catastrofe eterna?”

Attraverso il cammino di fede e gli incontri nelle case delle Cellule-Oikos, i credenti vengono preparati per diventare discepoli-missionari, con la passione e la compassione di Gesù.

Chi tocca i cuori è lo Spirito Santo, ma noi possiamo essere usati per pregare e condurre i lontani al Signore.

La Madonna a Belpasso il 1° febbraio 1988 ha detto:

“Molti hanno dimenticato che essere veri cristiani significa annunziare il Vangelo. Andate ed evangelizzate; non abbiate timore. Il mio Cuore immacolato sarà per voi!”

Quando ero parroco presso la Chiesa Annunciazione del Signore, rione Medaglie d’Oro, si presenta nel mio ufficio un leader e mi dice:

“P. Salvatore, lei sa che io nel pomeriggio faccio un lavoro integrativo per arrotondare lo stipendio. Però da qualche tempo mi è nato nel cuore il desiderio di fare a meno di questo lavoro extra, per dedicare più tempo al Signore nel servizio”.

Io ho risposto: “Questo desiderio te lo ha messo lo Spirito Santo nel cuore e questo significa dedicare la vita al Signore e fare quello che faceva Gesù su questa terra: «…cercare e salvare i perduti»! Lc 19,10”.

Oggi molti non sono credenti…

Ci sono quelli che vanno in Chiesa la domenica per la S. Messa, ma vanno in Chiesa per abitudine o per dovere, ma non si accorgono che tanti, anche propri familiari, corrono verso la perdizione... Non sanno che il desiderio ardente del Padre Celeste è che tutti si salvino, grazie al sacrificio del calvario del suo figliolo.

Lucia Fiorentino, figlia spirituale di Padre Pio, morta in odore di santità nel 1932, all’età di 52 anni, è stata un’anima ricca di fede, di umiltà e di amore a Dio e al prossimo.

“Gesù - le disse un giorno - quanti pazzi al mondo! Sembra un manicomio. Chi cerca le ricchezze, chi i piaceri, chi gli onori, chi soddisfazioni peccaminose, sete di oro, avarizia, odio, vendetta, ma nessuno quasi si dà pensiero per l’eternità che l’attende.

Sono pochi quelli che ricordano di salvare l’anima!

«O figlia, piangi e prega, per questi miseri infelici che, banchettando e suonando, cadono ogni giorno nell’abisso dell’inferno»”.

La chiamata a evangelizzare è per tutti.

Tutti dobbiamo dire come Gesù a 12 anni:

Lc 2,49: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

Qualcuno sta pensando: “Ma come potrò fare io... io sono incapace, non sono preparato, sono timido, ho paura...”.

Ma io ti dico: Tu parla... è lo Spirito Santo che tocca i cuori”.

Guarda bene la tua città... è come se fosse una enorme tonnara.

Sai cosa è la tonnara? È dove i pescatori canalizzano i tonni. Li chiudono nella camera della morte per la mattanza. Poi accerchiano i tonni e con degli arpioni li agganciano e li tirano fuori dall’acqua. Grossi tonni. Cose orribili. Raccapricciante vedere questa scena...

E sento forte nel mio cuore che il diavolo fa così... mette la gente nella camera della morte, li afferra e li tira fuori.

Il Signore rivolge oggi anche a te la sua parola:

Proverbi 24,11: “Libera quelli che sono condotti alla morte e salva quelli che sono trascinati al macello”.

Libera quelli che sono condotti al macello. Libera i perduti.

Non possiamo stare a guardare, impassibili, rassegnati, mentre tante persone a noi care vengono agganciate dal diavolo che, con le sue unghie, le trascina all’inferno.

E quindi tu libera quelli che sono trascinati al macello.

Lo sto dicendo a te, a me, a tutti.

Liberiamo tutti quelli che sono condotti al macello.

In gioco è la vita eterna.

L’inferno c’è, e se amo il prossimo devo dire la verità: “Senza Cristo, tu non vai a Dio”.

Colonne infinite di persone si muovono come su un piano inclinato verso il baratro e il Signore dice: “Tante persone aspettano te, che parli di Gesù... che annunci il Vangelo”, altrimenti tanti amici, conoscenti, compagni di lavoro, familiari che tu ami tanto, cadranno nel baratro per l’eternità.

Devi sentire le compassioni di Dio e il suo grido:

“Chi manderò e chi andrà per noi?

E tu: “Eccomi manda me”, Isaia 6,8.

Il ricco dannato vedendosi condannato eternamente alle fiamme dell’inferno, grida ad Abramo:

Luca 16,27-28: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”.

È un paradosso: un dannato vuole evangelizzare.

E tu?

Anche tu prima della conversione eri a rischio.

Non ti senti spinto a ricambiare questo dono?

La Madonna a Fatima dice che: tanti vanno all’inferno.

Nel salone parrocchiale a S. Giovanni Apostolo c’è un quadro… Gesù piange per i perduti. E tu?

Lui è fatto cosi. È capace di lasciare 99 pecore pur di salvarne una.

Guarda attorno a te, nel pianerottolo di casa tua, nella cerchia degli amici più vicini, ci sono persone che Gesù considera le più preziose del mondo.

Il loro cuore senza Cristo e vuoto e sono a rischio!

Non puoi startene con le mani in mano.

Tu hai i sentimenti di Cristo?

Lui è fatto cosi. È capace di lasciare 99 pecore pur di salvarne una...

E va a cercare la pecora perduta.

E tu cosa fai? Ce ne sono pecore perdute attorno a te, a casa tua?

Dio non ti ha dato le gambe solo per stare in piedi, ma anche per camminare e cercare i perduti.

Ogni essere umano ha un valore speciale per Dio.

Il valore dell’anima e incalcolabile.

Dio può distruggere le stelle e ricrearle, “ma l’anima che pecca morirà! (Ez. 18,4).

Il mondo è cambiato, attraverso lo sviluppo della tecnologia digitale (con 100 grammi di cellulare in tasca entri in contatto col mondo).

Moltitudini oggi non sono credenti.

Tanti battezzati non sono convertiti.

I lontani muoiono senza conoscere Gesù.

Ma la salvezza delle anime è il desiderio ardente del cuore di Dio.

Gesù vuole che tutti abbiano ascoltato il Vangelo! Ma oggi milioni di cristiani sonnecchiano.

Il desiderio intenso di Dio è portare risveglio, rinnovamento, nuova evangelizzazione.

Solo una Chiesa rinnovata, risvegliata può raggiungere i perduti e guadagnarli a Cristo.

Per portare anime a Cristo, noi cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo ricevere la passione di Cristo, il suo fuoco, la sua compassione per i perduti.

E poi testimoniare la nostra fede.

Tutto il resto lo fa Gesù.

Ma intanto, uomo, donna del terzo millennio, se tu appartieni a Cristo devi parlare di lui.

È un privilegio per te!

Dan 12,3: “Quelli che avranno condotto molti allo giustizia, risplenderanno come le stelle per sempre”.

È una dimostrazione d’amore!

Gc 5,20: “… chi allontana un peccatore dall’errore della sua vita, sappia che salverà l’anima di lui dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati”.

È doveroso:

1Cor 9,16 “Non è infatti un vanto per me predicare il Vangelo: è un dovere per me, guai a me se non predicassi il Vangelo”.

Per comunicare il Vangelo c’è bisogno di un esercito composto da persone infuocate con la passione di conquistare anime per lui.

Quando saremo davanti a Gesù lui ti chiederà: “Hai predicato il Vangelo? Hai fatto la mia volontà? Sei stato un mio strumento?.