L'inferno - parte 4- CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE Gruppi Cellule-Oikos p. S.O. - Palermo Arcidiocesi di Palermo

L'inferno - parte 4

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LUNEDÌ 27 APRILE 2020

Santa Faustina Kowalska scrive: “Oggi guidata da un angelo sono stata negli abissi infernali: è un luogo di grandi torture e lo spazio che occupa vastissimo.

Queste le varie pene che ho visto.

La prima, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio.

La seconda: i continui rimorsi della coscienza.

La terza: la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai.

La quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta. È una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio.

La quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono tra loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio.

La sesta pena è la compagnia continua di satana.

La settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie”.

Ogni spirito dannato subisce tormenti eterni a seconda del peccato in cui si decise di perseverare in vita: è la cosiddetta pena del senso. Ci sono gradi di sofferenza diversi a seconda dell’intensità del peccato, ma tutti gli spiriti dannati soffrono.

I peccati intellettivi sono più gravi di quelli carnali, quindi vengono puniti con più gravità.

I demoni non potevano peccare per debolezza carnale, come noi uomini, per questo i loro peccati sono gravissimi.

Eppure ci sono uomini dannati che soffrono più di alcuni demoni, perché l’intensità del loro peccato in vita superò addirittura quello di taluni spiriti angelici.

Tra i peccati ce ne sono quattro che invocano la vendetta divina: l’omicidio volontario, le perversioni sessuali che confondono la società (sodomia e pedofilia), l’oppressione dei poveri, il non dare la giusta mercede a chi lavora.

Questi peccati gravissimi più di tutti “accendono l’ira di Dio, perché Egli ha cura di ogni suo figlio, soprattutto dei più piccoli, dei più poveri, dei più deboli”.

Ci sono anche altri 7 peccati particolarmente gravi, perché mortali per l’anima, e sono i 6 peccati contro lo Spirito Santo: la disperazione della salvezza, la presunzione di salvarsi senza merito (ovviamente occorrono anche le opere, oltre alla fede), impugnare la verità conosciuta, l’invidia della grazia altrui, l’ostinazione nei peccati, l’impenitenza finale.

Poi ci sono i peccati dettati dalla debolezza carnale e dalle passioni. Essi sono di intensità minore, perché dettati dalla debolezza della carne, ma possono essere ugualmente gravi e quindi mortali, perché comunque deformano lo spirito e allontanano dalla grazia.

Sono questi i peccati che più trascinano le anime all’inferno, come ha detto Maria ai tre veggenti di Fatima.

Mt 26,41: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.

Santa Faustina Kowalska afferma: “Scrivo questo (allude a quanto ha visto e sofferto nello scendere all’inferno), per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è o pure che nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina Kowalska, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto”.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori scrive: “Tutti i Beati si sono salvati con la preghiera. Tutti i dannati si sono perduti per non aver pregato. Se avessero pregato, non si sarebbero perduti”.

E Padre Pio diceva: “Chi prega si salva chi non prega si danna!”

A questo proposito, vi racconto un fatto di importanza eccezionale, accaduto anni fa in Germania. Il Vicariato di Roma ha dato il permesso di pubblicare lo scritto, e questa approvazione è garanzia della serietà del tremendo episodio.

“Clara e Annetta, giovanissime, lavoravano in una Ditta commerciale in una città della Germania, non erano legate da profonda amicizia, ma da semplice cortesia.

Lavoravano ogni giorno, l’una accanto all’altra e non poteva mancare uno scambio di idee.

Clara si dichiarava apertamente religiosa e sentiva il dovere di istruire e richiamare Annetta quando questa si dimostrava leggera e superficiale in fatto di religione.

Trascorsero qualche tempo assieme, poi Annetta si sposò e si allontanò dalla Ditta.

Nell’autunno di quell’anno 1937, Clara trascorreva le vacanze in riva al lago di Garda.

Verso la metà di settembre la mamma le mandò dal paese natio una lettera: “È morta Annetta è rimasta vittima di un incidente automobilistico. L’hanno sepolta ieri nel Waldfrioedhof (un cimitero della Germania).

La notizia spaventò Clara, sapendo che l’amica non era stata tanto religiosa. Era preparata a presentarsi a Dio? Morendo all’improvviso, come si è trovata?

L’indomani ascoltò la S. Messa e fece ance la Comunione in suo suffragio, pregando fervorosamente.

La notte seguente, 10 minuti dopo la mezzanotte, ebbe luogo la visione: “Clara, non pregare per me! Sono dannata. Se te lo comunico e te ne riferisco piuttosto largamente, non credere che ciò avvenga a titolo di amicizia. Noi qui non amiamo più nessuno: lo faccio come costretta. In verità vorrei vedere anche te approdare a questo stato, dove io ormai ho gettato l’àncora per sempre. Non stizzirti di questa intenzione. Qui, noi pensiamo tutti così. La nostra volontà è impietrita nel male, in ciò che voi appunto chiamate “male”. Anche quando noi facciamo qualche cosa di “bene”, come io ora, spalancandoti gli occhi sull’inferno, questo non avviene con buona intenzione. Tu mi ammonisti una volta: “Anna, se non preghi vai alla perdizione!”. Io pregavo davvero poco e anche questo, solo svogliatamente. Allora tu avevi purtroppo ragione: Tutti coloro che bruciano nell’inferno non hanno pregato o non hanno pregato abbastanza. La preghiera è il primo passo verso Dio e rimane il passo decisivo, specialmente la preghiera a colei che fu la Madre di Cristo, il nome della quale noi non nominiamo mai. La devozione a Lei strappa al demonio innumerevoli anime, che il peccato gli consegnerebbe infallibilmente nelle mani. Proseguo il racconto consumandomi d’ira e solo perché devo. Pregare è la cosa più facile che l’uomo possa fare sulla terra. E proprio a questa cosa facilissima Dio ha legato la salvezza di ognuno”.

Ascoltate ora un fatto accaduto a Roma nel 1873. Alcuni giorni prima della festa dell’Assunzione, in una di quelle case, dette di tolleranza, accadde che si ferisse alla mano una di quelle giovani prostitute.

Il male, che sulle prime fu giudicato leggero, inaspettatamente si aggravò tanto che la misera, trasportata all’ospedale, morì nella notte.

Nello stesso istante una delle sue compagne, che non poteva sapere ciò che avveniva nell’ospedale, cominciò a gridare disperatamente, così che svegliò gli abitanti del quartiere, mettendo lo sgomento fra le altre prostitute e provocando l’intervento della Questura.

La compagna morta nell’ospedale le era apparsa, circondata di fiamme, e le aveva detto: “Io sono dannata e se tu non lo vuoi essere, esci subito da questo luogo d’infamia e ritorna a Dio!”.

Nulla poté calmare l’agitazione di questa giovane, la quale, appena spuntata l’alba, se ne andò via, lasciando tutta la casa nello stupore, specialmente allorché si seppe della morte della compagna nell’ospedale.

Stando così le cose, la padrona della casa di tolleranza, si ammalò gravemente e, pensando all’apparizione della dannata, si convertì e volle un Sacerdote per ricevere i Santi Sacramenti.

L’autorità ecclesiastica incaricò un degno Sacerdote, Monsignor Sirolli, Parroco di San Salvatore in Lauro, il quale richiese all’inferma, alla presenza di più testimoni, la ritrattazione delle sue bestemmie contro il Sommo Pontefice e la dichiarazione di cessare dall’infame lavoro che esercitava. La donna morì con i conforti religiosi. Tutta Roma conobbe ben presto i particolari di questo fatto. I cattivi, come sempre, si burlarono dell’accaduto; i buoni invece ne approfittarono per divenire migliori.

Riporto ancora quanto Gesù diceva a Santa Faustina Kowalska: “Desidero che i miei sacerdoti annunzino questa mia grande misericordia per le anime peccatrici. Il peccatore non tema di avvicinarsi a Me. Anche se l’anima fosse come un cadavere in piena putrefazione, se umanamente non ci fosse più rimedio, non è così davanti a Dio. Le fiamme della misericordia mi consumano, desidero effonderle sulle anime degli uomini. Sono tutto amore e misericordia. Un’anima che ha fiducia in me è felice perché io stesso mi prendo cura di lei. Nessun peccatore, fosse pure un abisso di abiezione, esaurirà mai la mia misericordia, poiché più vi si attinge e più aumenta. Quanto dolorosamente mi ferisce la mancanza di fiducia nella mia bontà! Anche se i suoi peccati fossero neri come la notte, rivolgendosi alla mia misericordia, il peccatore mi glorifica e onora la mia Passione. Nell’ora della sua morte, io lo difenderò come la mia stessa gloria. Quando un’anima esalta la mia bontà, satana trema davanti ad essa e fugge fin nel profondo dell’inferno”.

Gv 14,1-3: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io”.

Non sia turbato il tuo cuore, abbi fede in Dio e se anche tu avessi commesso tanti peccati, sappi che il cuore di Dio è immenso, molto più grande del tuo peccato.

Ascolta cosa dice Santa Teresa di Gesù Bambino: “Se avessi commesso tutti i crimini possibili avrei sempre la stessa fiducia, sentirei che questa moltitudine di offese sarebbe una goccia d’acqua gettata in un braciere ardente”.

Si narra nella vita dei Padri del Deserto che uno di essi convertì una peccatrice pubblica, i cui disordini scandalizzavano una regione intera. Questa peccatrice, toccata dalla grazia, seguiva il Santo nel deserto per farvi una penitenza rigorosa, quando, durante la prima notte del suo ritiro, i suoi vincoli mortali furono spezzati dal suo pentimento d’amore, e il solitario, il Padre del Deserto, vide nel momento stesso l’anima di lei portata dagli Angeli in seno a Dio”.

Se hai vissuto nel peccato, pentiti, convertiti ora e “…non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno”, Sir 5,7.

Non prenderti gioco di Dio, fai un sincero pentimento, confessati e vedrai che passerai dalla disperazione alla speranza, dall’odio all’amore, dall’egoismo al dono di te agli altri, dalla tristezza alla gioia, dalla noia all’entusiasmo, dalla morte alla vita, dall’inferno al Paradiso.

Fa questo oggi, ora, il Signore ti aspetta.

Ger 31,3: “Gesù ti ama di un amore eterno, per questo ti conserva ancora pietà”.

Sappi che Dio dice: “Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia”, Isaia 54,10.

Attendi alla tua salvezza con timore e tremore (Fil 2,12), sradica il male che c’è in te con il pentimento vero, e poi fidati di Dio, lui ti ama e se ti corregge lo fa solo per amore.

Lui per te ha preparato la Gerusalemme celeste dove lui sarà la tua eterna felicità.

Ap. 21,3-8: “Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci. Ecco sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita. Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte»”.

Il Signore ti chiama alla vita vera, piena, nuova, accoglila oggi, non rifiutare il suo amore e la tua vita rifiorirà.

Accogli Gesù ora nel tuo cuore e ti accorgerai che la pace, la gioia e l’amore saranno il pegno della vita eterna. Amen