LINEE ESSENZIALI DEL SISTEMA 
DI CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE

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Gli Elementi fondamentali

La fisionomia ecclesiale delle cellule

Le Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione si iscrivono nel dinamismo del rinnovamento parrocchiale descritto da Giovanni Paolo II nella "Christifìdeles laici" ai nn. 26-27 come:

1 - Comunità eucarìstica
Nel decreto "Presbyterorum ordinis" al n. 5 si afferma: "L'Eucaristia si presenta come fonte e culmine di tutta l'evangelizzazione". Come fonte, l'adorazione eucaristica è la prima tappa del processo di evangelizzazione e, come culmine, i nuovi convertiti sono chiamati alla pienezza della vita sacramentale.

2 - Comunità di fede
Le cellule sono un luogo di crescita nella fede attraverso la lode, la condivisione e l'insegnamento del pastore. "Le piccole comunità di base nelle quali i fedeli possano comunicarsi a vicenda la Parola di Dio ed esprimersi nel servizio e nell'amore sono vere espressioni della comunione ecclesiale e centri di evangelizzazione in comunione con i loro pastori" (Cfr CfL. 26).

3 - Comunità organica
Le cellule sono legate organicamente tra loro mediante una rete di leader, cioè di laici adeguatamente formati e nominati dal pastore. "Perché le parrocchie siano veramente comunità cristiane, le autorità locali devono favorire l'adattamento delle strutture parrocchiali ... soprattutto promuovendo la partecipazione dei laici alle responsabilità pastorali" (Cfr CfL 26).

4 - Comunità missionaria
Le cellule, chiamate a crescere e a moltiplicarsi rispondendo al mandato missionario "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15), mettono in opera la pedagogia che corrisponde al processo di evangelizzazione descritto nella "Evangelii Nuntiandi" al cap. 2.

5 - Comunità di carità
Le cellule sono luoghi di santità, di carità e di fraternità, luoghi di servizio per il rinnovamento della comunità. "La parrocchia non è principalmente una struttura, un territorio, un edificio; è piuttosto la "famiglia di Dio", come una fraternità animata dallo spirito di unità, è una "casa di famiglia fraterna e accogliente" (Cfr CfL 26).

Il significato della denominazione

1 - Sistema
È un complesso organico con costante riferimento al parroco. In esso tutte le parti hanno relazione e dipendenza reciproca. Attraverso un'efficiente struttura, il Sistema concorre allo sviluppo di quel corpo vivo che è la Chiesa.

2 - Cellule
È l'unità biologica fondamentale capace di vita autonoma e capace di donare vita attraverso un processo di moltiplicazione. La cellula di evangelizzazione è un piccolo gruppo di laici legati tra loro da relazioni di "oikos", che evangelizza e accompagna a Gesù nuovi discepoli, che da evangelizzati diverranno evangelizzatori. In tal modo la cellula cresce e si moltiplica.

3 - Parrocchiali
L'ambiente ideale per la nascita e lo sviluppo del SCPE è la parrocchia che sarà vivificata e rinnovata attraverso la nuova evangelizzazione.

4 - Evangelizzazione
"La Chiesa esiste per evangelizzare": nello stesso modo la cellula riscopre e fa vivere questo fondamentale mandato di condividere Gesù con gli altri.

I destinatari dell'evangelizzazione

Il SCPE, proprio perché ha come fine primario la nuova evangelizzazione, si rivolge ad un insieme molto ampio di destinatari che sono:
a.  i cattolici che disattendono al proprio mandato all'evangelizzazione,
b.  coloro che non vivono la propria identità cristiana cattolica,
c.  i cristiani che provengono da altre confessioni non cattoliche, 
d.  i lontani dalla fede in Cristo.

L'esperienza ultra ventennale ha dimostrato che il SCPE si adatta ad ogni ambiente demografico, sociale, culturale. Le cellule di evangelizzazione possono svolgere la propria azione in ogni continente, in ambiente metropolitano o rurale, culturalmente elevato o semplice, di censo alto o modesto, nella foresta amazzonica come in Europa, si può affermare che il SCPE sia adatto ad una diffusione universale, ovunque esista la parrocchia. La Chiesa Cattolica ha dunque proprio nella presenza capillare ed universale della parrocchia un potenziale straordinario per la "Nuova Evangelizzazione".

Gli ambiti da evangelizzare

1 - II mandato di annunciare il Vangelo, affidato da Gesù a tutti coloro che credono in Lui, trova la più naturale attuazione e la propria massima potenzialità di crescita attraverso le relazioni interpersonali abituali. Questa testimonianza diretta della fede da persona a persona è conosciuta come: "l'evangelizzazione dell'Oikos".

L’OIKOS nel quale ogni battezzato è naturalmente chiamato a svolgere il "mandato" di evangelizzatore è costituito da quattro ambiti di relazioni abituali:

 I parenti.
b.  I vicini.
c.  I colleghi di lavoro e i compagni di studio, 
 Gli amici e coloro che hanno gli stessi interessi e passatempi.


2 - La spiritualità dell'evangelizzatore è orientata verso queste mete: conoscere Gesù, imparare ad annunciarlo, crescere nella fede. Nello stesso tempo, grazie all'amore di Dio, che è stato riversato nei cuori per mezzo dello Spirito Santo, è indispensabile che l'evangelizzatore assuma anche un'attitudine di piena accoglienza di chi è "prossimo".
In molti episodi del Vangelo, Gesù ci offre l'esempio, quando rivolge un invito personale, ad annunciare la Buona Novella al proprio oikos, con le parole: "Va' e annuncia ai tuoi ... quello che ho fatto".
3 - L'evangelizzazione dell'oikos presenta queste caratteristiche:
a.  è la via più semplice e naturale che Dio ci offre al fine di attuare la predicazione del Vangelo nella vita di tutti i giorni;
b.  è alla portata di tutti: ciascuno ha un suo oikos di vita, nel quale può svolgere il proprio impegno di evangelizzazione;
c.  è l'ambito proprio e personale nel quale ogni cristiano è posto da Dio per evangelizzare;
d.  è il gruppo di persone che chiede al cristiano la testimonianza e la condivisione della fede.
Per questi motivi l'evangelizzazione dell'oikos è additata come via maestra nel SCPE.

L'inerenza alla parrocchia

Il Sistema di Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione si attua essenzialmente nella parrocchia, intesa come "la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie".

1 - Poiché la pastorale di evangelizzazione è essenziale per la vita della parrocchia, il Parroco è al centro dell'attuazione del Sistema di Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione, con la collaborazione e la corresponsabilità sia di altri presbiteri che dei fedeli laici.

2 - II Sistema di Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione mira a promuovere nei suoi destinatari un maturo senso di appartenenza alla parrocchia, a suscitare rapporti di profonda comunione e collaborazione con tutti i fedeli e con le altre componenti della comunità parrocchiale, così che tutti possano assumersi il compito di essere evangelizzatori.


Il processo di evangelizzazione “la Bomba”


Perché si usa il termine Bomba

Quando padre Raniero Cantalamessa nel 1988 vide l'ideogramma della Bomba, a prima vista si stupì, ma dopo un'opportuna e dettagliata spiegazione, concluse: «Sì è vero, si tratta effettivamente di una bomba, anzi di una bomba atomica, che spinta dall'interno da una forza d'amore, si diffonde in una "reazione a catena" fino agli estremi confini della terra e dell'umanità, seminando ovunque amore, pace e gioia».
Tale è la forza dell'annuncio di Gesù come Signore e Salvatore, che promuove il passaggio di colui che è evangelizzato in evangelizzatore.

2. Chi sono i protagonisti

> Lo Spirito Santo: l'evangelizzazione non sarà mai possibile senza la sua azione. Lo Spirito Santo è l'agente principale e il termine dell'evangelizzazione (cfr. En 75).

> L'evangelizzatore: è colui che, avendo accolto il mandato di Gesù: « Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura » (Mc 16,15), lo fa diventare lo scopo o l'ideale della sua vita.

> Il fratello da evangelizzare: è la persona del nostro oikos che stiamo accompagnando in questo cammino.

Questo processo è ben illustrato da papa Paolo VI in En 23 e 24:

L'annuncio non acquista tutta la sua dimensione, se non quando è inteso, accolto, assimilato e allorché fa sorgere in colui che l'ha ricevuto un'adesione del cuore. Adesione che si rivela concretamente mediante un ingresso visibile nella comunità dei fedeli. Finalmente,  chi è stato evangelizzato a sua volta evangelizza.

Breve sguardo sul processo di evangelizzazione

A questo punto tratteremo del processo di evangelizzazione in forma sintetica, rimandando alle sessioni successive l'approfondimento necessario. Ora vi offriamo solamente una breve panoramica generale.
In questo corso vedremo come accompagnare un membro del nostro oikos all'accettazione di Gesù come unico Signore della sua vita e come, da evangelizzato, possa diventare evangelizzatore.
L'esperienza ci dice che quando l'evangelizzazione si sviluppa attraverso le relazioni abituali di oikos, la massima efficacia si ottiene seguendo queste tappe, illustrate dall'ideogramma, partendo dal basso.

Prima tappa: la preghiera

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla (Gv 13,5).

È il punto di partenza di questo processo di evangelizzazione e deve accompagnare tutte le successive tappe.

Seconda tappa: il servizio

Caritas Christi urget nos: l'amore di Cristo ci spinge (cfr. 2Cor 5,14).

Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Mt 25,40).

Quando serviamo gli altri, il nostro cuore si commuove anche perché ci accorgiamo che stiamo servendo Gesù Cristo. Servendo i fratelli costruiamo ponti di amicizia che ci permettono di conoscere il cuore e le necessità del fratello. È la tappa in cui si offre al fratello soprattutto una testimonianza d'amore, perché l'amore espresso nel servizio è una chiave atta ad aprire qualsiasi cuore.
«L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni» (En 41).

Terza tappa: la condivisione

Paolo VI ci dice: «Questa testimonianza, anche senza parole, fa salire nel cuore di coloro che ci vedono vivere, domande irresistibili: perché sono così? Perché vivono in tal modo? Che cosa o chi li ispira? Perché sono in mezzo a noi?» (cfr. En 21).
È il momento di condividere non tanto noi stessi, ma Gesù e la sua azione nella nostra vita. Da una testimonianza silenziosa di vita si passa all'annuncio esplicito di Gesù come Signore. Ciò è indispensabile «perché anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù» (En 22).

Quarta tappa: la spiegazione

Io sono la luce del mondo, chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Gv 8,12).

È il momento in cui rispondiamo a molte domande, sempre più profonde e impegnative, che il fratello con fiducia ci sottopone. Potremo così accogliere il suggerimento di san Pietro, quando ci raccomanda di «dare ragione della speranza che è in noi» (cfr. lPt 3,15).

Quinta tappa: affidamento e mandato

Solo in Dio riposa l'anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare (Sal 62,6-7).

Affida al Signore la tua attività e i tuoi progetti riusciranno (Pr 16,3).

E il momento in cui l'annuncio incomincia a far nascere nel cuore del fratello il desiderio di affidare la sua vita a Gesù (affidamento) e l'evangelizzatore realizza così il suo mandato (cfr. Mc 16,15).

Sesta tappa: il coinvolgimento in cellula

Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2,42).

E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città (a Gerusalemme), finché non siate rivestiti di potenza dall'alto (Lc 24,49).

L'accettazione di Gesù come unico Signore della sua vita fa crescere in colui che stiamo evangelizzando il desiderio di conoscerlo, amarlo, seguirlo sempre di più. I fratelli riuniti in cellula sono l'occasione ideale per accogliere, sostenere e accompagnare il nuovo arrivato in un cammino di scoperta di Gesù, di santità e di accettazione del mandato del Signore.

Settima tappa: dalla cellula alla parrocchia

Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati (At 2,48).

Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli (Mt 18,14).

La piccola comunità di fede, la cellula, educa il fratello ad aderire a una comunità più grande che è la parrocchia: realtà di Chiesa e sacramento visibile della salvezza (cfr. En 23), assumendo responsabilità all'interno della parrocchia stessa. Pertanto, il fratello evangelizzato, a sua volta, inizierà con nuovo entusiasmo a evangelizzare le persone del proprio oikos. Così il potenziale di crescita della comunità parrocchiale sono proprio quei fratelli che sono lontani! In sintesi:

Chi evangelizza?		    Tutti i membri della cellula evangelizzatrice.

Quando?			            Sempre, in ogni occasione.

Dove?				    Nel proprio oikos.

Chi viene evangelizzato?    Tutti coloro che si incontrano ogni giorno e che non                 
                                             hanno sperimentato l'amore di Dio.

Come si evangelizza?          Attraverso l'accompagnamento personalizzato scandito in sei 
                                             passi, tutti immersi nella costante preghiera e nella potenza 
                                             dello Spirito Santo.



Rif. Bibl.:
    - Statuto dell’Organizmo Internazionale di Servizio delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione;
    - Cfr. Piergiorgio Perini ed., CORSO LEADER - Manuale di evangelizzazione delle cellule parrocchiali,  Ed. Paoline.