Il Purgatorio - parte diciannovesima- CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE Gruppi Cellule-Oikos p. S.O. - Palermo Arcidiocesi di Palermo

Il Purgatorio - parte diciannovesima

Il_giudizio_particolare

25 febbraio 2021

Nello scorso autunno ci siamo chiesti come andare in Paradiso senza passare dal purgatorio. E abbiamo compreso che è meglio purificarsi quaggiù sulla terra con opere penitenziali, anziché bruciare in purgatorio.

Abbiamo trattato alcune opere di misericordia:

1. Consigliare i dubbiosi;

2. Insegnare agli ignoranti;

3. Ammonire i peccatori.

E nell’ultima serata, prima dell’interruzione, abbiamo parlato della quarta opera: Perdonare le offese, ascoltando la parabola del servo spietato, raccontata da Gesù.

Un servo aveva un debito col padrone di 10 mila talenti e rischiava di essere venduto con la moglie e i figli.

Ma il padrone vedendo che lui non lo poteva pagare gli ha rimesso tutto. Era un debito troppo grande in quei tempi.

Poi lui è uscito, ha incontrato un altro servo che gli doveva dare pochi soldi e siccome quell’uomo non poteva pagare, lui, l’ha fatto mettere in prigione.

Gli altri servi hanno saputo cosa aveva fatto quest’uomo e hanno raccontato tutto al padrone.

Mt 18,32-35: «Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».

Cosa succede quando noi non perdoniamo?

Veniamo consegnati in mano agli aguzzini.

Chi sono? Gli aguzzini sono i tormentatori!

Quando tu non perdoni, apri la porta al nemico ed entrano spiriti di risentimento, di amarezza, di ritorsione, di vendetta!

Così quella persona che non hai potuto perdonare, tu la pensi continuamente. Cominci ad avere amarezza nel tuo cuore.

Tu vuoi cercare un’occasione per vendicarti e questo avvelena la tua vita.

Sei tormentato continuamente, chiedendoti cosa potresti fare e perdi la tua pace, perché tu non hai voluto perdonare.

Questo è terribile! Ma questo l’ha detto Gesù:

“il Padre mio farà questo: se tu non perdoni di cuore al tuo fratello... ti darà in mano agli aguzzini”.

Non perdonare ti imprigiona nel passato.

Se tu hai subito una ferita, una violenza quand’eri piccolo, per tutta la vita sei imprigionato in quel ricordo.

Quella persona ogni volta che la vedi, ti ricorda la violenza che ti ha fatto e sei trasportato a vivere nel passato.

E più, non perdoni, più ti ricordi di quella persona! Più non la puoi vedere e più la pensi!

E il non perdonare ti rende prigioniero del passato.

Non puoi guardare il futuro perché sei prigioniero del tuo passato! Questo è terribile, e il diavolo può usare il tuo passato per fermare la tua vita.

Quante persone sono prigioniere del loro passato e non riescono a sognare, non sono libere di sognare le cose di Dio.

Ma noi dobbiamo essere liberati dalla prigione del passato per vivere il presente e proiettarci verso il futuro!

E questo può avvenire solamente tramite il perdono.

Prega allora per chi ti fa del male e per coloro che vuoi perdonare.

Dice p. Robert de Grandis: quando noi non perdoniamo, attorno a noi e alla persona che non viene perdonata, si formano delle catene spirituali, entrambi siamo prigionieri.

Intorno ai nostri cuori si sono alzate le barriere dell’amarezza, della mancanza di perdono e del risentimento e reagisci in modo poco amabile.

Mt 12,34: “Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore”.

Col 3,19: “Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse”.

I mariti devono perdonare le mogli. Perché?

Devono fare in modo di non creare in loro amarezza, esasperazione e indignazione, perché questo non sarebbe utile per nessuno.

Quante volte vi è successo che tu fai le stesse cose e la moglie:

- Sono esasperata, non ce la faccio più.

La bibbia dice: Non Io fare, perché tu (marito) crei amarezza nell’altra persona.

È tremendo quello che può fare l’amarezza.

Quando tu sei amareggiato per lungo tempo diventi acido.

Avete visto quelle persone con cui non si può parlare sono acide, amareggiate, sembrano morse dalle api… quando ci parli.

E quando uno è amareggiato e risentito, ahimè, i figli, il coniuge pagano le conseguenze.

Tu sei amareggiato con tua moglie e poi te le prendi col ragazzo e l’ammazzi a legnate! E quello che non c’entra dice:

- “Papà ma io che cosa ti ho fatto?”.

- “Beh’ quando sono arrabbiato... legnate per tutti!”.

L’amarezza, il risentimento che dimora nel cuore, tu lo scarichi poi nelle relazioni con gli altri.

Sono cose tremende e devastanti nella nostra vita.

A chi somiglia chi non perdona?

A una persona che ha un debito ed è prigioniera di quel debito.

Io provo tanta compassione per le persone che hanno debiti per esempio per gioco d’azzardo. Che disastro!

Ma lasciamo stare le dipendenze.

Se tu hai un debito, il debito è lì, tutti i giorni e ti parla:

“Se non pago, mi succede questo, quello!”.

Sei prigioniero di quel debito come in una cella, insieme alla persona che non vuoi perdonare (l’hai sempre davanti agli occhi), la chiave della prigione però l’hai tu.

Perdonare significa prendere la chiave, aprire la porta della prigione e fare uscire l’altro, poi uscire anche tu dicendo a te stesso:

- “Ora sono libero!”

Questo significa perdonare: liberare sé stesso e gli altri dalla prigione.

Chiudi la porta al male! P. Robert de Grandis scrive testualmente:

“Quando noi ci chiudiamo nell’amarezza, nel risentimento e nella mancanza di perdono, in realtà è come se invitassimo il demonio a entrare nella nostra vita”.

“Io sono fermamente convinto che tutto questo apra le persone all’attività diabolica, perché molte volte ho sperimentato spiriti maligni di mancanza di perdono e di risentimento, spiriti di amarezza e di odio in persone per le quali pregavo!

Nel suo libro “Medicina, artrite e leggi spirituali” il dr. Loring Swain dichiara che, se in noi esistono mancanze di perdono, odio e amarezza, finiremmo per ammalarci e che se non ci liberiamo da queste forti emozioni negative, se lasciamo che penetrino in noi, con l’andar del tempo esse attaccheranno il nostro fisico sotto forma di malattia.

Anch’io sono d’accordo che, cercando e concedendo il perdono, noi chiudiamo la porta al male”.

Quando noi non perdoniamo, attorno a noi e alla persona che non viene perdonata, si formano delle catene spirituali. Entrambi siamo prigionieri.

Intorno ai nostri cuori si sono alzate le barriere dell’amarezza e del risentimento.

L’amarezza, il risentimento che dimora nel cuore, tu lo scarichi poi nelle relazioni con gli altri.

Sono cose tremende e devastanti nella nostra vita.

Ef 4,26-27: “adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira , e non date occasione al diavolo”.

L’ira, lo sdegno, la rabbia la devi risolvere con prontezza! Altrimenti pagheranno le conseguenze anche i tuoi figli, la famiglia.

Perdi la comunione con Dio.

In questa condizione Dio non ti può ascoltare.

Quando tu non perdoni, ti metti contro Dio.

Dio dice: - “O mi scegli come Padre e mi ubbidisci... o mi troverai come giudice e ti dovrò giudicare!

La scelta sta a noi. Ma se tu lo tratti come padre, Lui ti tratterà come figlio.

E ti dirà: “Tu hai il mio cuore... perché sai perdonare”.

E io voglio avere il cuore paterno di Dio, voglio avere comunione con Lui!

Se non abbiamo comunione con lui, viviamo nella carne!

Per questo la Bibbia dice che tu devi perdonare! Il Signore ha detto che se tu non perdoni, Lui non ti perdona.

Se Dio non ti parla, Lui chiude il rapporto con te.

Dillo:

“Signore! Se c’è qualcosa che ostacola la mia comunione con te, dimmelo!

Io la toglierò subito in questo momento, qualunque cosa sia. Io voglio avere comunione con te.

Quindi decido di essere uno che perdona!”