Il Peccato Radicale: l'Egoismo- CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE Gruppi Cellule-Oikos p. S.O. - Palermo Arcidiocesi di Palermo

Il Peccato Radicale: l'Egoismo

Il_giudizio_particolare

5 luglio 2020
 

Come va il mondo? Non vogliamo fare denunce, ma conoscere le nostre responsabilità, per contribuire a una migliore qualità della vita cristiana e camminare come piace a Dio. Ne conoscete uomini, donne senza principi, sprezzanti della verità e della morale, che hanno messo al centro della vita il proprio io e i modelli del mondo?

Io ci provo a convincere i genitori a fare il cammino Oikos per trasmettere la fede ai figli che oggi sono a rischio: l’uso di internet e lo spirito di indipendenza che cresce a partire dai 12 anni in su, a motivo delle influenze del mondo.

La famiglia tradizionale (papà che lavora e la mamma casalinga) va scomparendo: più che l’unità familiare si ricerca il benessere all’insegna del consumismo:

i genitori non trasmettono più la fede perché non ce l’hanno neppure loro;

la coppia si spezza per incompatibilità di carattere (cala il sentimento e si va dall’avvocato);

i figli dei separati soffrono di confusione, di sensi di colpa, di traumi;

tanti oggi in Italia preferiscono la convivenza al matrimonio.

Siamo primi in Europa per la denatalità (calo di nascite), cresce il numero degli anziani, con tanti disagi, cresce la precarietà economica e continua la disoccupazione.

La nostra società è malata.

Sta morendo di un tumore maligno: ha voltato le spalle a Dio, ha messo il proprio io al centro della vita.

Sono stati normalizzati abomini come il divorzio, rapporti prima del matrimonio, la pornografia online, aborto, etc.

Da quarantanni in qua, il nome di Dio è scomparso dalla bocca delle persone: se qualcuno lo nomina provoca un silenzio imbarazzante o un sorrisetto ironico.

Sono evitate certe frasi come “grazie a Dio”, “se Dio vuole”, “come Dio comanda” o parole come “obbedienza”, “perdono”.

Alcune parole sono scomparse dal vocabolario, come pudore, purezza.

Anche presso i credenti il nome di Dio è venuto meno sulle labbra perché “La bocca parla per l’abbondanza del cuore”, Mt 12,34.

E l’Europa che ha sfrattato Dio come va?

Non è più cristiana e le Chiese sono state trasformate in centri commerciali.

Da noi tanti credenti part-time, ma quanti discepoli?

Si sfalda la famiglia, tanti separati anche tra i credenti.

È nato l’ateismo di massa. Fenomeno storico quasi inedito.

La parrocchia è malata perché non evangelizza per questo il Papa parla di parrocchie in uscita missionaria.

La Bibbia afferma che il problema del mondo sta nell’uomo: si chiama EGOISMO o individualismo!

L’egoismo è il peccato.

Peccato è una parola che è diventata impopolare ovunque. Le persone lo chiamano problema, disagio, etc.

Però la Bibbia chiama l’egoismo “Peccato che rovina la mente e il cuore degli uomini”.

Questo è il problema radicale dell’uomo.

Tutti dobbiamo riconoscere onestamente il nostro Egoismo.

La colpa non è solo degli altri, ma di ciascuno di noi.

Allora dobbiamo guardare noi stessi, prima di giudicare gli altri.

Condanniamo chi è aggressivo e violento, ma non combattiamo la nostra collera, la nostra rabbia, il non perdono ed altro.

Molti denunciano l’immoralità, mentre lontano da occhi indiscreti navigano nel mare della pornografia online.

La società cambierà se prima affronto con decisione il peccato in me stesso.

Prima di aspettarci che cambino gli altri, dobbiamo cambiare noi, per rispondere alle attese di Gesù che dice:

Mt 5,13: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”.

Il primo passo per risolvere il problema del peccato nel mondo sta nel riconoscere che l’egoismo mi separa da Dio.

La Bibbia parla di due strade: la via stretta che conduce alla vita e la via larga che conduce alla distruzione (Mt 7,13-14).

Molti cristiani accettano Gesù come salvatore, ma non lo seguono come Signore. La loro vita è centrata su sé stessi e vivono volontariamente nel peccato.

La religione della carnalità!

Esistono i cristiani contraffatti, apparenti:

• fanno cose spirituali ma non sono spirituali;

• vanno in Chiesa, come ad un club religioso per timbrare il cartellino;

• si dichiarano credenti, ma in realtà sono senza fede.

Ci sono operatori pastorali nelle parrocchie oggi che investono più tempo in Chiesa a fare programmi e tante iniziative anziché curare le persone, raggiungerle là dove sono, e condurle a Cristo.

Da un anno in qua le chiese si vanno svuotando.

È tempo di risveglio allora e di nuova evangelizzazione.

Un giovane leader raccontava di aver visto a Treviso un cartello alla porta di una Chiesa che recitava:

“Chiesa chiusa per mancanza di fedeli...”.

Questo, anni fa.

La Chiesa di oggi ha un bisogno disperato di risveglio.

È tempo oggi di cercare la faccia di Dio entrando nella cameretta (Mt 6,6).

Questo porterà rottura nel carattere.

Magari bisogna prendere batoste (afflizioni e prove della vita) ma ciò porterà cambiamenti, frutti.

Dobbiamo cambiare noi per cambiare gli altri, a casa nostra, nel posto di lavoro, in Chiesa.

Dobbiamo imparare a cercare il Signore. E lui non mancherà di dare risposte:

Mt 7,7: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto”.

La parola di Dio ci invita in molti passi a evangelizzare da persona a persona.

Non dobbiamo aspettare che i perduti vengano a noi.

Non abbiamo ricevuto il compito di portare i perduti in Chiesa, ma di portare il Vangelo a loro.

Perché cercare di raggiungere altre persone?

Evangelizzare da persona a persona è un compito di ogni battezzato.

Papa Francesco scrive: “In virtù del battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo-missionario” (cfr Mt 28,19).

Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione (ndr: come i sacerdoti e i diaconi).

Nessuno rinunci al proprio impegno di evangelizzazione, dal momento che, se uno ha realmente fatto esperienza dell’amore di Dio che lo salva, non ha bisogno di molto tempo di preparazione per andare ad annunciarlo, non può attendere che gli vengano impartite molte lezioni o lunghe istruzioni.

La samaritana, non appena terminato il suo dialogo con Gesù, divenne missionaria, e molti samaritani credettero in Gesù “per la parola della donna”, (Gv 4,39).

Anche San Paolo, a partire dal suo incontro con Gesù Cristo, “subito annunciava che Gesù è il figlio di Dio”, (At 9,20).

E noi cosa aspettiamo? (E.G. 120)

Oggi il mondo ha bisogno di tornare a Cristo, salvatore e Signore.

E se oggi il mondo non cambia non sarà perché noi cristiani non parliamo di Dio?

Gesù dice:

Mc 8,38: “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”.

L’evangelizzazione da persona a persona, in tempi di apostasia massiccia dalla fede, è fondamentale.

Chi deve evangelizzare? Chiunque è battezzato è già testimone di Cristo, che scelga o no di esserlo.

Papa Francesco scrive: “Ora che la Chiesa desidera vivere un profondo rinnovamento missionario, c’è una forma di predicazione che compete a tutti noi come impegno quotidiano.

Si tratta di portare il Vangelo alle persone con cui ciascuno ha a che fare, tanto ai più vicini quanto agli sconosciuti.

È la predicazione informale che si può realizzare durante una conversazione.

Essere discepoli significa avere la disponibilità permanente di portare l’amore di Gesù e questo avviene spontaneamente in qualsiasi luogo, nella via, nella piazza, al lavoro, in una strada.

Perché molti cristiani non evangelizzano?

Tante risposte possono dare:

- non ci avevo mai pensato, non è il mio compito,

- perché mi piace stare tranquillo, la mia vita non è coerente,

- non so come fare, non so sfruttare le occasioni,

- ho paura degli altri (si teme il rifiuto).

- non penso che la gente mi ascolti (non sa che Dio è molto interessato a convertire le persone, usando noi come strumenti).

Ascoltate.

Se nella vita di un cristiano manca la testimonianza è logico dedurre che manca nella sua vita in qualche modo la presenza dello Spirito Santo che è l’agente principale dell’evangelizzazione.

Perché manca la presenza dello Spirito Santo?

Sentite.

Qualcuno ha detto:

“Chiunque non evangelizza ha del peccato nella propria vita. Non importa chi tu sia - operatore pastorale, leader, cellulino, lavoratore, disoccupato, madre, padre, figlio - se non stai portando persone al Salvatore o se non cerchi con tutte le tue forze di farlo, nella tua vita c’è del peccato”.

E il peccato del mondo è l’egoismo, il mondo è stretto d’assedio dall’egoismo che domina il cuore umano.

È la radice dei nostri problemi che dobbiamo affrontare nella vita.

E soltanto Gesù Cristo può entrare in un cuore egoista, un carattere con attitudini sbagliate e cambiarlo.

Perciò lasciamoci cambiare. Perché cambi la nostra vita, il vissuto familiare, le relazioni con tutti e testimoniare la nostra fede agli altri con i sentimenti dl Gesù.